Aloe e AIDS
Il sistema immunitario è uno strumento formidabile che il nostro organismo ha a propria disposizione per combattere l'at-tacco esterno di agenti patogeni, quali batteri e virus.>
Quando per diverse ragioni venga persa o parzialmente compromessa la
sua attività, entriamo nello stato di malattia.
Un delicato ruolo è giocato dal nostro equilibrio psico-fisico, che
sottoposto a stress, cattiva o scorretta alimentazione, stili di vita troppo veloci e troppo poco riguardosi dei microsegnali
che ogni giorno, il fisico ci manda, rende più facile l'entrata di virus infettanti di vario genere.
Tutte assieme queste
possibili sorgenti di malattia si uniscono per dare il colpo di grazia al sistema immunitario.
Soluzioni al problema
vengono da stili di vita più confortevoli, alimentazione sana e corretta, esercizio fisico, meditazione giornaliera e,
laddove ci sia una marcata compromissione nella vivacità ed energia difensiva, è utile intervenire con apporti di sali
minerali, vitamine e nutrienti di vario tipo, affinche il corpo abbia la forza necessaria di mettere in funzione e
ripristinare nuovamente le proprie difese.
Secondo recenti studi medici, un rimedio volto all'aumento delle difese
immunitarie compromesse, arriva da uno dei principi attivi contenuti nel succo d' Aloe, l'acemannano. Esso è un
mucopolisaccaride, ossia uno zucchero complesso, che possiede la straordinaria proprietà di agire in modo diretto sulle varie
cellule preposte all'attività immunologica dell'organismo umano.
L'acemannano è una molecola che è stata isolata per la
prima volta, all'inizio degli anni Ottanta, da Bili McAnalley. McAnalley notò come questo tipo di molecola interagisse con i sistemi difensivi di cavie sottoposte ad assunzione
quotidiana di carrisina.
Gli studi realizzati da Bill McAnalley dimostrano che è stato isolato un altro polisaccaride carrisyn; uno
studio canadese lo identifica come Acemannan, adatto all'azione antivirale. Esistono prove cliniche che ne dimostrano l'
efficacia come stimolo al sistema immunologico in pazienti affetti da Aids, impedendo che il virus HIV si espanda.
Il lavoro è stato svolto presso il Centro Medico di Dallas-Fort Worth, Grand Praire, Texas, e, a causa dello status dei
medici coinvolti, viene considerato importante.
È molto importante capire che tale ricerca non dimostra che l' Aloe Vera porti ad una guarigione dall' Aids. Essa invece
rivela che in tutti i casi esaminati sono stati ottenuti eccellenti risultati, e che nella maggior parte dei tests l'Aloe
Vera ha impedito lo sviluppo della malattia. In altre parole, l'Aloe Vera non porta ad una guarigione dall' Aids, ma è un
trattamento molto efficace.
Altri passi per un approfondito studio sull'interazione del mucopolisaccaride con il virus HIV, vennero mossi a Bruxelles, nel 1988, da Hermans e Clumeck.
I due scienziati scoprirono le notevoli proprietà dell'acemannano, antivirale e immunomodulante, ossia regolatrici delle difese immunitarie in base alle reali esigenze dell'organismo. I due ricercatori trovarono riscontri sull'aumento dell'attività di macrofagi, linfociti T e cellule beta del pancreas. Erano inoltre, secondo gli studi da loro compiuti, limitati i danni provocati dall'utilizzo di medicinali antiretrovirali, come l' AZT.
Pure il midollo spinale, molto delicato e soggetto a danneggiamenti anche irreparabili, con l'uso di medicinali potenti, come l'AZT, traeva beneficio dall'azione antivirale e protettiva degli organi, da parte dell'acemannano.
Tutti i pazienti trattati presentavano un miglioramento delle loro condizioni cliniche, tanto da far ritornare alle proprie attività lavorative alcuni dei soggetti.
In quest'ultimo decennio diversi immunologi si sono avvicinati a sperimentazioni scientifiche con la carrisina, e tutti sono rimasti sbalorditi dai risultati che si generavano.
Con successivi studi, per opera del patologo McDaniel, venne confermata la potente azione immunostimolante che
l'acemannano esercitava su pazienti affetti da AIDS, senza produrre effetto collaterale alcuno.
Un'articolo del MedicaI World News riferiva del lavoro di ricerca del dott. H. Reg. McDaniel. Secondo lui, "una sostanza
contenuta nella pianta dell' Aloe preannuncia la possibilità di rafforzare il sistema immunitario dei malati di Aids e di
bloccare l'espansione del virus della immunodeficienza umana senza effetti tossici collaterali".
I risultati dello studio del dott. McDaniel hanno dimostrato che i sintomi manifestati da diciassette malati di Aids si sono
significativamente ridotti quando sono stati somministrati 1.000 mg al giorno della droga per una durata di tre mesi. Dopo
questo periodo, sei malati con la malattia in fase avanzata avevano avuto un miglioramento del 20% dei sintomi, mentre i
pazienti meno seriamente malati hanno riscontrato miglioramenti per una media del 71% circa.
Lui dice che: "Febbre e manifestazioni di sudore notturno, diarrea e infezioni generiche sono state eliminate e si sono
verificati significativi miglioramenti in tutti i pazienti, con un calo corrispondente nelle culture di cellule dell'HIV
positivo e un calo dei livelli dell'antigeno principale dell'HIV.
La massa di eritrociti è aumentata tranne in un paziente, e dodici di loro, inizialmente leucopenici, hanno avuto un leggero
aumento nel conteggio dei globuli bianchi dopo la cura.
Nessun effetto tossico è stato osservato in ventinove pazienti che hanno ricevuto la droga sperimentale.
È dunque chiaro che il succo dell ' Aloe di buona qualità può attenuare i sintomi dell' Aids dato che la droga
(polimanoacetato) è prodotta dalla pianta ed è presente nel succo.
Altre fonti in merito, arrivano da studi condotti su pazienti in fase terminale della sindrome da immunodeficienza acquisita, per opera del noto immunologo dott. John Pittman, che con l'uso dell'acemannano ottenne risultati molto soddisfacenti, a tal punto da diventare lui stesso, un fervido sostenitore come nessun altro nella storia delle verifiche cliniche sull' Aloe.
Insomma, l'acemannano è in grado di aumentare l'azione depurativa del sangue, favorendo in questo modo la miglior possibilità da parte del corpo di combattere le malattie e ritrovare la via della guarigione.
Un'articolo di Irwin Frank, sul Dallas Times Herald, cita il dott. Terry Pulse dicendo che 580 g (20 once) del succo di Aloe
Vera, con la droga stabilizzata nell' Aloe, sono state somministrate oralmente a 69 malati di Aids". (Apparentemente il dott.
Irwin vuole dire succo d'Aloe Vera stabilizzato).
Stando all'articolo, Pulse riferisce che i malati, trattati con la droga, venivano classificati come quelli che "mai
avrebbero avuto dei miglioramenti ne si sarebbero ristabiliti" , ma che seguendo la cura sarebbero stati in grado di
"riprendere il lavoro normale". L'articolo ha citato le parole di Pulse secondo cui tali malati hanno ricuperato le
loro energie, essendo scomparsi quasi completamente i sintomi e questo è successo nell'81% dei malati sottoposti alla droga".
Aggiunge che tali pazienti con il virus dell' Aids, che non hanno manifestato nessun sintomo della malattia, non ne hanno
manifestati mentre assumevano la droga derivata dalla pianta di Aloe Vera.
"Prima un paziente assume la droga, prima si ristabilirà", afferma Pulse. I suoi pazienti hanno assunto 580 g (20 once) del
liquido al giorno, "e li ho mantenuti in vita così per tanto tempo. Ne ho mantenuto alcuni per più di due anni".
"Abbiamo avuto dei morti", continua lui, "ma la morte di questi pazienti può essere attribuita alla chemioterapia per cancro
alla pelle o altro, oppure all'assunzione di altre droghe in combinazione che hanno paralizzato il loro sistema immunitario,
come l' AZT".
Quando abbiamo chiesto quale significato potessero avere i suoi studi e il suo trattamento per la cura o la guarigione dell'
Aids, Pulse ha risposto: "Dimostrano che finche non ci sarà un proiettile magico, questa soluzione è prowisoria e allunga la
vita ai malati di Aids".
Dopo aver letto questo articolo, siamo
riusciti ad ottenere copie dei dati reali della ricerca pubblicata dal dott. Pulse insieme ai suoi collaboratori, H.R.
McDaniel e T. Reg. Watson, tutti del Centro Medico di Dallas-Fort Worth.
Le informazione date da Pulse sono state
verificate per eliminare le confusioni relative a quello che esattamente era stato usato nello studio, se il prodotto era il
succo dell'Aloe Vera o droga, o tutti e due, e in quale percentuale . A partire da questi dati e da un 'ulteriore indagine,
sembra che il succo dell ' Aloe Vera, al suo stato naturale, sia ugualmente un trattamento efficace contro l' Aids così come
l0 è la droga stabilizzata a freddo, un suo derivato.
Naturalmente qualsiasi malato di Aids che consideri l'Aloe Vera un
aiuto alla sua condizione, dovrebbe essere molto prudente nel comprare un succo con il 100% di Aloe Vera e, come abbiamo
ribadito spesso, verificare che non somigli in niente all'acqua. La vera Aloe, l0 ripetiamo, ha un colore ambra ed ha un
gusto amaro ".
Non pochi sono i dubbi che rimangono in molti ricercatori scientifici, sull'uso terapeutico dell'acemannano, ed è per questo motivo che limitano il discorso a mere sperimentazioni.
Sempre più medici però combinano medicina curativa con alimentazione ed integrazione mirata.
La dottoressa Joan Priestley è un esempio di questo nuovo modo di pensare la terapia. Lei, accanto alle terapie medicinali
tradizionali, fornisce, ai propri pazienti affetti da AIDS e HIV, la sinergia prodotta da integrazione alimentare con diversi
nutrienti, tra cui l' Aloe e una valutazione psicosomatica della malattia. In questo modo, si dà la possibilità al malato di
aprire la propria mente ad un nuovo e più ampio concetto di salute. I risultati sono inesorabilmente più immediati e stabili
nel tempo, poichè si sfruttano i grandi e sconfinati poteri della mente.
Concludendo questo capitolo, si vuole ribadire: che nessuno si illuda! L 'Aloe non guarisce ne elimina il virus HIV.
Soltanto impedisce che si espanda, cosa importante di fronte alla gravità del male. Nel caso del cancro, l'aloe
guarisce sicuramente, rinnovando tutto l'arsenale delle cellule compromesse, in una vera rigenerazione del sistema immuno-
logico indebolito,
Purtroppo non succede lo stesso con l'Aids: l'Aloe non guarisce l'Aids, ma può procurare una migliore qualità di vita ai malati di Aids per tutto il resto della loro vita.
Nota - queste notizie non intendono sostiuire il parere medico che andrà consultato prima dell'assunzione e all'insorgere di un qualsiasi sintomo.
Notizie assunte da:
" Di cancro si può guarire"
di "Padre Romano Zago" ADLE Edizioni
" Il grande libro dell'Aloe"
Storia, botanica, composizione e aspetti farmacologici di una pianta leggendaria.
di "Alessandro Bassetti e Stefano Sala" Edizioni Zuccari
Localizzazione geografica completta dei visitatori del sito
chiudi